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Su Mastella e Franca Rame PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Palandri   
domenica 20 gennaio 2008

La vicenda (squallida) Mastella sta occupando i giornali e il personaggio (già da tempo, con un eufemismo, 'chiaccherato') sta riscuotendo la solidarietà da parte, non solo dell'opposizione (chiaramente strumentale e in prima fila, per i loro tanti indagati, a sostegno di chi si scaglia contro la magistratura), ma anche della gran parte della maggioranza che pare più interessata a difendere l'assetto di potere che non a salvaguardare e tutelare l'indipendenza della magistratura.

Ciò che forse di più ha spaventato il palazzo della politica è che, le motivazioni dei provvedimenti nei confronti di Mastella & C. (almeno per ora), partono, non da accuse di aver utilizzato il proprio potere per lucro personale, ma per far sì che persone a loro legate potessero essere scelte per occupare posti di responsabilità in enti pubblici o parapubblici in modo da poter , ancora di più, avere il controllo delle istituzioni e quindi ancora maggior potere.
Ma questa pratica non è solo di Mastella e dell'UDEUR, ma di tutti i partiti . . .e non da ora. Fa parte del gioco del potere e ne è il suo fondamento.
Quando una persona è entrata nel meccanismo della politica e quindi, anche pur non avendo grandi qualità e meriti, ha ottenuto una sua immagine pubblica ed è riuscita, magari con piccoli o grandi favori, a riscuotere l'interesse ed il consenso di un numero (più o meno grande) di elettori, questa diventa una risorsa elettorale e non se ne può più fare a meno, e non solo perchè può portare dei voti, ma anche perchè una volta 'sistemata' sarà riconoscente e fedele.
Questo sistema politico è diventato di tipo feudale, con il suo corteggio di vassalli, vassallini e valvassori, un sistema impermeabile e sodale (fra maggioranze e opposizioni) a dispetto di quanto mostrato all'esterno, lasciando a noi, poveri elettori tifosi, l'incombenza di scannarci per l'una o l'altra fazione.
A fronte del grande cruccio del 'sistema' politico per le dimissioni di Mastella, dov'è la sofferenza, il disagio, la vergogna per le dimissioni di Franca Rame da Senatore? Avete letto la lettera che ha inviato al Presidente del Senato? . . .
E' agghiacciante! E' commovente! E' deprimente!
Deprimente sì, perchè in questo strano mondo ha più importanza e valore un Mastella di una Franca Rame, un professionista della politica di potere, rispetto ad una intellettuale che ha prodigato, per 19 mesi, ogni sua energia per tentare di dare una risposta ai tanti problemi di questo paese.
Questa non è più una democrazia perchè, al di là che uno possa esprimere liberamente il suo pensiero, qualunque cosa dica o faccia, se è in contrasto con gli interessi del 'sistema' politico degli attuali partiti, non ha alcun valore, non conta niente e, quindi, viene negata la sua stessa essenza di cittadino.
Mi riferisco a 'questi partiti' e non ai partiti in quanto tali perchè, tutto sommato, credo ancora alla funzione dei partiti in una democrazia compiuta. Questi, però, devono essere partiti veri, luoghi dove si favorisce l'incontro, il dibattito, la ricerca di soluzioni condivise perchè partecipate e non esclusive macchine per il consenso elettorale da destinare al gruppo dirigente di turno (dico di turno, anche se, in fin dei conti, è sempre lo stesso).
Cosa ci resta se Franca Rame, persona di grande spessore culturale, Senatrice della repubblica e quindi con gli strumenti per poter fare qualcosa, ha alzato le mani in segno di resa e di impotenza? Cosa ci resta se il suo gesto (ammirevole se non eroico, in un mondo dove chi raggiunge una poltrona come quella sarebbe disponibile a tutto pur di non mollarla) passa quasi sotto silenzio, non indigna, non appassiona, non fa urlare di rabbia e dolore?
Ci hanno ridotti così, senza più, ormai, nè rabbia nè speranza, dei morti viventi in attesa di essere di nuovo chiamati a mettere una croce su una scheda, sempre sotto la pressione e il ricatto psicologico che, se non votiamo, possiamo essere la causa della vittoria de 'l'altro' anche se, ormai, neppure più sappiamo 'l'altro' chi sia davvero.
Grazie Franca Rame per l'impegno appassionato speso per il bene di questo povero paese, grazie per aver, comunque, portato nei luoghi sacri della politica una fiammella di moralità e intelligenza, grazie per averci, almeno per un po', illuso che la politica delle istituzioni poteva essere anche qualcosa di diverso dalla difesa degli interessi di potenti e di casta.
 
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