| Comunicato Coord.to Toscano Comitati Difesa della Costituzione |
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| Scritto da Francesco Baicchi | |
| mercoledì 06 febbraio 2008 | |
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La legislatura è ormai conclusa senza che l’impegno assunto dalle forze politiche dell’UNIONE di mettere, in via prioritaria, in sicurezza la Costituzione sia stato onorato e senza che si sia proceduto ad approvare una nuova legge elettorale che cancelli quella imposta da Berlusconi e consenta di formare un nuovo Parlamento realmente rappresentativo della volontà popolare. Le conseguenze sul piano democratico possono essere gravissime: da ogni parte di afferma l’esigenza di “modernizzare” la Costituzione; e se per alcuni “modernizzare” significa il superamento del bicameralismo perfetto, ridurre il numero dei parlamentari ed altre limitate modifiche che non mettono comunque in discussione il primato del Parlamento, per altri (e non solo della destra) “ modernizzare” significa passare a un assetto istituzionale più autoritario, introducendo, anche in modo surrettizio, forme di premierato o di presidenzialismo e imponendo un bipartitismo forzato. Il Coordinamento Toscano dei Comitati per la difesa della Costituzione: - ritiene doveroso ribadire anzitutto che il principio del pluralismo democratico e del primato del Parlamento sono conquiste democratiche fondamentali che sono state riconfermate con l’ampio successo del referendum costituzionale del 2006, che ne ha impedito la cancellazione; - esprime pertanto viva preoccupazione perché, di fronte ad una sempre più diffusa sfiducia dei cittadini verso i professionisti della politica, alcune forze politiche anche del centro-sinistra e alcuni loro leader in particolare pensano di rispondere con scelte autoritarie e decisioniste che tendono a ridurre gli spazi di democrazia partecipativa ed il pluralismo democratico e sociale; - in questo senso ribadisce il proprio giudizio negativo sul referendum Guzzetta-Segni, che secondo la stessa Corte Costituzionale rischia di generare una legge elettorale che mantiene e peggiora gli aspetti di discutibile costituzionalità della legge attuale: l’impossibilità per l’elettore di scegliere all’interno di liste bloccate e il rischio di assegnare la maggioranza in Parlamento a formazioni di assoluta minoranza. La sfiducia che si sta diffondendo verso le istituzioni democratiche è in larga parte frutto di una larga disinformazione derivante essenzialmente dalla mancata risoluzione del conflitto di interessi berlusconiano, che consente il quasi assoluto monopolio dei grandi media al leader di uno schieramento che non si è mai riconosciuto nella Costituzione Repubblicana e antifascista del 1948. Essa nasce in realtà dalla incapacità dell’attuale classe politica di realizzare un reale coinvolgimento dei cittadini nei percorsi decisionali e dal rifiuto di sottoporsi al libero giudizio degli elettori; il dibattito sulla riforma della legge elettorale ed il diffuso fenomeno delle lottizzazioni della Pubblica Amministrazione dimostrano che non può esserci una vera democrazia se non si realizza un profondo rinnovamento della classe politica e soprattutto delle forme della partecipazione politica. Le vicende di questi giorni dimostrano, invece, come la democrazia nel nostro Paese si trovi in stato di pericolo, e non certo perchè il Presidente del Consiglio non goda di poteri sufficientemente forti, ma perché la classe politica e amministrativa, a livello centrale e locale, gestisce il potere con criteri poco trasparenti e spesso lottizzati, perché non tollera alcuna forma di controllo, sia istituzionale che democratico, ed è diventata sempre più autoreferenziale. La difesa della democrazia ripropone quindi con assoluta priorità la questione morale e con essa il rigoroso rispetto dei principi costituzionali. Il Coordinamento toscano dei Comitati per la difesa della Costituzione - esprime pertanto viva preoccupazione per la attuale crisi istituzionale che rischia di trasformarsi nell’ennesimo e più virulento attacco alla nostra Costituzione proprio in occasione della celebrazione del 60° anno dalla sua entrata in vigore; - invita a collaborare al rilancio di una cultura costituzionale oggi spesso travisata, sollecitando la realizzazione dei suoi principi ancora solo parzialmente realizzati: parità di genere, laicità di tutte le istituzioni pubbliche (a partire dalla scuola), ripudio della guerra, equità giuridica ed economica, pluralismo e libertà di informazione; - si impegna a promuovere in ambito non solo regionale tutte le più opportune iniziative per contrastare ogni tentativo di stravolgimento dell’assetto istituzionale del Paese organizzando incontri, partecipando a tutti i momenti della vita sociale e chiedendo ai media di fornire una informazione corretta e pluralista; fa nuovamente appello alla mobilitazione di tutti i cittadini responsabili che già nel 2006, al di là delle appartenenze, si impegnarono per salvaguardare le regole della nostra convivenza democratica, invitando singoli e organizzazioni a collaborare a questo impegno fondamentale per il futuro del nostro Paese |
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