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Campagna Sbilanciamoci PDF Stampa E-mail
Scritto da Aprile Pistoia   
martedì 23 novembre 2004
Indice articoli
Campagna Sbilanciamoci
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di Giuliano Ciampolini
Ai Sindaci dei Comuni pistoiesi

Al Presidente della Provincia di Pistoia
Oggetto: Proposta di MOZIONE, a sostegno della campagna SBILANCIAMOCI, da discutere e votare nel Consiglio Comunale (e Provinciale).
La legge Finanziaria ci riguarda, si tratta di decidere come utilizzare i soldi pubblici per affrontare i bisogni della collettività: quindi si parla di noi, dei soldi e dei bisogni di ciascuno di noi. Star fuori da questa discussione significa lasciare il proprio futuro in mano ad altri.

Siamo consapevoli che il 70% del Welfare State ricade sui Comuni e che l'impoverimento di ampie fasce della popolazione richiederebbe orientamenti economico-finanziari opposti a quelli messi in atto dal Governo. Invece, il tetto di spesa (11,5% sulla media del triennio 2001-2003), il blocco delle addizionali Irpef (fino al 2007 per i Comuni), il taglio del 10% alla spesa pubblica per l'anno in corso(dl n.168/2004) corrispondono in termini sostanziali a una ulteriore riduzione del benessere collettivo.
Non dimentichiamo che la riduzione dei trasferimenti statali agli Enti locali (-6% in tre anni) ha costretto questi ultimi a fronteggiare problemi di bilancio che in molti casi hanno trovato soluzione attingendo alle tasche dei cittadini, in primo luogo incrementando le tariffe dei servizi pubblici.

Il Governo, anziché farsi carico dell'attuale situazione, ha inasprito le regole relative al Patto di stabilità interno. I limiti posti all'autonomia degli Enti locali rischiano di  pregiudicare i pochi margini di sviluppo che era lecito attendersi dopo anni di sacrifici. ImageNon si comprende come sia possibile seguitare a penalizzare degli Enti che dal 1999 ad oggi hanno sempre rispettato il Patto di stabilità interno. Non si comprendono le ragioni per cui la responsabilità di una cattiva gestione delle risorse pubbliche a livello centrale debba essere scaricata su Comuni e Province. Basti un solo dato Istat: nell'ultimo triennio la spesa pubblica centrale è aumentata del 10,7%, quella degli Enti locali dello 0,4%. Perché allora accollare a questi ultimi il 58,8% delle risorse che il Governo si propone di reperire attraverso la politica dei tagli? Perché l'unico comparto in cui lo Stato continua ad aumentare la spesa è quello militare ? La gravità della situazione non apparirà chiara fin quando la popolazione non avrà assunto che "Ente locale" è facilmente traducibile con il termine "cittadino" e che le difficoltà finanziarie dell'uno hanno immediate ricadute nel benessere dell'altro. Gli asili, il trasporto scolastico e quello urbano, la manutenzione delle strade, dei parchi, delle scuole, del corredo urbano, costituiscono un patrimonio della collettività, un patrimonio destinato a rapido logoramento se la politica non riuscirà a invertire il trend regressivo in atto.

 
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