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Raccolta diffenziata spinta e di qualità: parole o impegni seri ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuliano Ciampolini   
giovedì 06 dicembre 2007
Nessuno può rimanere stupito che, nella raccolta differenziata, i Comuni e la Provincia di Pistoia, si collocano prevalentemente nella parte bassa della "classifica": cosa possiamo aspettarci da chi pensa che "la raccolta differenziata è una cazzata..." ?
Difficile rimanere stupiti anche dei miseri risultati nei Comuni di Montale-Agliana-Quarrata (quelli dove opera il Cis Spa): basta guardare i cassonetti per notare che mancano quelli per i rifiuti organici e per vedere che nei cassonetti destinati a carta e cartone c'è di tutto(segno del livello di educazione civica di tante famiglie, ma anche della disorganizzazione di questo tipo di raccolta, perchè il sistema peggiore possibile è proprio quello dei cassonetti senza neanche il coperchio: sembrano "invitare" ad avere scarsa educazione civica). Eppure anche la Provincia di Pistoia ed i Comuni pistoiesi hanno firmato(il 31.1.2007) quel Patto dell'area metropolitana che impegna a raggiungere il 55 % di raccolta differenziata ed a ridurre del 15 % la quantità dei rifiuti, entro il 2010: è passato quasi un anno e non si è mosso niente, non è stata fatta nessuna scelta per onorare quel Patto. Ormai anche i sassi sanno che per una raccolta differenziata spinta e di qualità, è fondamentale la scelta del sistema "porta a porta": ma, in assenza di volontà politica, c'è poco da sperare anche per il futuro.... e il 2010 è appena ad "un tiro di schioppo".
Nel 2009 ci saranno le elezioni amministrative: i risultati del referendum svoltosi a Campi Bisenzio dovrebbero consigliare qualche riflessione sulla necessità e l'urgenza di cambiare in modo significativo la politica sulla raccolta e sullo smaltimento dei rifiuti e dovrebbero produrre(se ci fosse almeno un po' di "previdenza" preoccupata di conservare il "potere") atti significativi di cambiamento della politica sui rifiuti, in tutta l'area metropolitana e anche nella Provincia di Pistoia.
I primi due atti significativi di cambiamento potrebbero/dovrebbero essere:
1) Rinunciare alla costruzione di nuovi inceneritori e al potenziamento di quelli esistenti e valutare seriamente le proposte di sostituirli con "impianti a freddo".
2) Avviare una diversa politica sui rifiuti, finalizzata a realizzare una seria raccolta differenziata (e il conseguente riciclaggio): per questa finalità il primo atto significativo (da concordare tra Provincia e Sindaci dei Comuni pistoiesi), potrebbe essere quello di stanziare (nei Bilanci preventivi per il 2008) risorse finanziarie significative da destinare a questa finalità (un criterio di riferimento, per ripartire equamente le risorse finanziarie destinate a queste finalità, potrebbe essere quello di "5 euro per abitante": ovviamente non da chiedere alle famiglie, ma da trovare nelle risorse destinate agli investimenti di ciascuna Provincia e di ciascun Comune, rinunciando a qualcosa di meno urgente) e da aggiungere a quelle (anch'esse misere) stanziate dalla Regione Toscana.  E' impossibile ?
 
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