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Pronto soccorso: non pacatezza ma solo rabbia e dolore PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Palandri   
lunedì 28 gennaio 2008
Ho letto (Il Tirreno del 15 gennaio) l'intervento di Daniela Belliti (Consigliere regionale e Coordinatore provinciale del PD) sui mali della sanità pistoiese e relative proteste e prese di posizione del personale sanitario,  del sindacato e dei cittadini.
L'amicizia e l'affetto per Daniela sono sinceri e profondi e, forse proprio per questo, sono rimasto così colpito dal suo intervento così pacato e 'politicamente corretto' dove, a fronte di ammissioni del tipo “molti dei problemi segnalati non sono recenti” e “altre questioni, riguardanti la gestione dei servizi, vanno attentamente monitorate per avere chiaro cosa va potenziato in termini di risorse ed organico”, si afferma che “abbiamo bisogno di una discussione più pacata . . . superando la fase della mera denuncia dei problemi”. Il tono complessivo dell'intervento è quello di una discussione garbata, quasi salottiera, dove ci si augura che tutti, con toni pacati, si esponga la propria opinione e, alla fine, si raggiunga una soluzione condivisa. Tutto bene. Tutto bene salvo che per un fatto, e cioè che 'i problemi segnalati non sono recenti', che tutto ciò che occorreva è già stato monitorato e che Daniela non ha speso una parola per denunciare le responsabilità (Regione per prima) di come siamo arrivati a questo punto. Questo modo di far politica in punta di fioretto tutta basata sul 'vediamo, parliamone, ragioniamo' senza che poi nessuno si assuma una qualche responsabilità (neppure quelli da noi miseri cittadini contribuenti lautamente pagati) deve cessare. Si è voluto far credere, per motivare la scelta della costruzione del nuovo ospedale all'ex campo di volo (che sarà, se ottusamente confermata, una ferita che la nostra città si porterà avanti per decenni) che i problemi della sanità a Pistoia erano tutti da imputare alle strutture esistenti e che il nuovo ospedale sarebbe stato, pertanto, la panacea di tutti i mali. La cronaca però ci parla di mancanza di garze, di medicinali, di carenza di personale e di adeguate attrezzaturee, più in generale, di un progetto politico per la sanità pistoiese. Bene, ma se tutto questo manca oggi, cosa sarà il domani visto che per realizzare i nuovi ospedali ci dovrà essere anche il concorso (in soldoni e non marginale) delle ASL locali? Da cosa saranno tolti questi soldi, da quali servizi? E se saranno il frutto di una (s)vendita del patrimonio immobiliare (magari da cedere a imprenditori che ne sapranno fare un buon uso, diciamo a imprenditori . . . giusti), siamo sicuri che questo sarebbe il miglior modo per spenderli? In sostanza, siamo sicuri di fare un'operazione nell'interesse anche dei cittadini e non solo di chi ha interessi in appalti per complessivi oltre 500 milioni di euro? Cara Daniela, e te lo dico con tutto l'affetto che sai ho per te, il tempo della politica fatta sempre nel tentativo di salvare capra e cavoli è finito, il tempo della politica pacata, buonista e perbenista è ormai superato. Vai nella sala d'aspetto del pronto soccorso: lì non c'è ormai più né pacatezza né moderazione, ma solo tanta rabbia e dolore.
 
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