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NUOVO OSPEDALE PISTOIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Palandri   
domenica 24 luglio 2005

NUOVO OSPEDALE (ovvero del Sognatore, del Pazzo e dello Psichiatra)

Le vicende del nuovo ospedale a Pistoia non finiscono mai di stupire.
Tuttio questo susseguirsi di colpi di scena spero che sia un modo intelligente per avvicinare la gente ad interessarsi della cosa pubblica, per stimolare la curiosità e l'interesse alle grandi scelte che cambieranno il volto alla nostra sonnolenta città.
E’ per questo, io penso, che assistiamo a questo balletto di localizzazioni, a questo gioco delle tre carte con il sito su cui dovrà sorgere, a queste gag da avanspettacolo fatte di dichiarazioni solenni e di ritrattazioni altrettanto solenni.

Che meraviglia! Come è interessante lo spettacolo della politica! Manca solo qualche presenza ‘caciara’ nel salotto della De Filippi o una partecipazione straordinaria al Maurizio Costanzo Show.

Qualche cittadino distratto potrebbe pensare, sbagliando, che tutto questo sia il frutto di improvvisazione e/o di insipienza, per non dire di incapacità. Ma signori, siamo seri!

 

 

Sui giornali  leggo il rendiconto della seduta del Consiglio Comunale dove (oltre a posizioni ferme di rifiuto – nel merito - di una riproposizione dell’ex campo di volo come localizzazione) si sono levate voci anche su una presunta prevaricazione (commissariamento) delle prerogative e delle libere scelte del Consiglio da parte della Regione. Il realismo della politica, peraltro, impone che non si possa mettere a repentaglio un cospicuo finanziamento statale con il rischio di non poter più realizzare la tanto agognata struttura. Sì, perché, il nuovo ospedale è un obiettivo che da anni i cittadini pistoiesi e, per loro conto, gli amministratori perseguono, e lo hanno fatto con tale e tanto impegno che nel Piano Strutturale adottato non era previsto alcun sito per ospitare questa struttura. Ma si sa, non si può mica sempre pensare a tutto. E poi via, un posto dove fare un ospedale, a ridosso della città, all’occorrenza si trova sempre.

Senza contare il divertimento:

 

 

Amministrazione: ‘Abbiamo deciso di fare il nuovo ospedale all’ex campo di volo!’

Cittadino, sorpreso: ‘Ma non dovevano essere (e parte significativa era quest’area) le MURA VERDI un tratto caratteristico del Piano Strutturale?’

Amministrazione: ‘ Ma allora credete proprio a tutto! Era uno scherzo no!’

Cittadino: ‘ Ma proprio al campo di volo, dove ci sono i pozzi, fra l’autostrada e la superstrada, separata dal centro oltre che dalla superstrada anche da due linee ferroviarie, dove c’è un torrentello altamente inquinato, dove non si sa come fare a portare via l’acqua?’

Amministrazione: ‘Vi c’ho preso un’altra volta! Creduloni! Macchè campo di volo, si demolisce il centro annonario e si fa lì’

Cittadino: ‘Ma non sarebbe meglio uno studio un po’ più approfondito? In fin dei conti è una struttura che cambia il volto alla città, se magari potess…?

Regione: ‘Si può sapere che cos’è tutto codesto casino? – e alzando la voce – si può sapere qual è il primo posto scelto?’

Amministrazione, timidamente : ‘beh, …. insomma, …. noi avremmo detto il campo di volo ma forse …?

Regione: ‘Macchè forse e forse, campo di volo era e campo di volo resta’

Cittadino, sorpreso: ‘O come, o un s’era detto che al campo di volo non andava bene?’

Amministrazione: ‘O come sei stucco. Ora basta! Silenzio! Perché se si perde il finanziamento e non si fa l’ospedale, la colpa è tua!’

Cittadino : ‘Ecco, stavo in pensiero!’

 

 

Tutto questo mi fa venire in mente la storia del sognatore, del pazzo e dello psichiatra

Il sognatore costruisce castelli in aria, il pazzo vi abita e lo psichiatra riscuote l’affitto.

 

 

Parafrasando, molti di noi provengono da un’area politica che ha avuto grandi sognatori, sognatori che avevano costruito castelli meravigliosi, dove la vita vi si svolgeva senza disuguaglianze, senza miseria, in pace, nel rispetto dei diritti e delle libertà di ognuno e nella più aperta e vissuta solidarietà. Ebbene, noi questi castelli li abbiamo abitati per anni, con tutta la nostra passione, la nostra gioventù, il nostro contributo di idee ed ideali, e anche, perché no, con tutta la nostra ingenuità.

La cosa che più dispiace è che, a questo punto, l’affitto sia riscosso, a tutti i livelli, da una classe dirigente che, troppo spesso, oltre alla propria presunzione e arroganza, sa mettere in mostra solo la propria incapacità.

 

 

Chissà, se proprio non sarà un castello, almeno un ponte sotto cui andare a dormire ci sarà pure, no?

 
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