| Per non Dimenticare |
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| Scritto da Aprile Pistoia | ||||||||
| lunedì 31 gennaio 2005 | ||||||||
Pagina 1 di 6 PER NON DIMENTICAREIl 2 settembre 1938, dando seguito alla pubblicazione del Manifesto degli scienziati razzisti, ed ancor prima che il Gran Consiglio del fascismo si pronunciasse nella Dichiarazione sulla razza, il consiglio dei ministri varò le prime norme anti ebraiche, fra cui i provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista (regio decreto-legge 5 settembre 1938, n. 1390). La tempestività della previsione legislativa fu con tutta probabilità dettata dalla volontà di applicare la discriminazione razziale sin dall?imminente inizio del nuovo anno scolastico. Solo successivamente, il 10 novembre 1938, il Consiglio dei ministri procedette alla complessiva sistemazione legislativa della ?questione ebraica?, traducendo sul piano giuridico le direttive emanate dal Gran Consiglio del fascismo. Furono così adottati il regio decreto-legge 17 novembre 1938, n. 1728 (Provvedimenti per la difesa della razza italiana), che può considerarsi il testo base della persecuzione antiebraica, anche perché vi si ritrova la definizione legale dell??essere ebreo?, ed il regio decreto-legge 15 novembre 1938, n. 1779 (Integrazione e coordinamento in unico testo delle norme già emanate per la difesa della razza nella scuola italiana), in cui si precisavano le misure già in corso di attuazione da parte del Ministero dell?educazione nazionale. I tre regi decreti-legge citati, che di seguito si riproducono nel testo pubblicato dalla Gazzetta ufficiale del Regno d?Italia, sono fra i più significativi della persecuzione raziale iniziata nel 1938, ma non esauriscono la relativa legislazione del regime fascista. Determinato a sollevare l'odio razziale. il regime fascista utilizzo' tutti i mezzi di comunicazione allora disponibili. ![]() per chi ha voglia di saperne di più ecco il testo integrale delle LEGGI RAZZIALI (1938 - 1939) REGIO DECRETO - LEGGE 5 settembre 1938 - XVI, n. 1390. Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista |
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